IL BUSINESS DELL’AVIARIA

Qualche mese fa – in Italia come nel mondo – era l'epoca della fobia aviaria.


Non c'era giorno che qualche imbecille giornalista o qualche imbecille calciatore, allenatore, presentatore, non mangiassero in diretta una bella coscettina di pollo.


A quel tempo il bambolotto Ministro della Casa delle Libertà – Francesco Storace – si pavoneggiava nelle tv private italiane (RAI 1, RAI 2, RAI 3, CANALE 5, ITALIA 1, RETEQUATTRO) tra due versioni della storia:

la prima in cui diceva che il pollo italiano è ottimo e non ha problemi rispetto al poter contrarre il virus e la seconda versione in cui dichiarava apertamente che il pericolo di contagio era fortissimo.


Il pericolo di far crollare l'intera filiera avicola fu enorme come però, dobbiamo riconoscerlo, fu enorme lo sforzo fatto dall'ex Ministro bambolotto Storace (ora invischiato in brutte storie nere di spionaggio).


Francesco Storace infatti, già noto come il Ministro che più di tutti spingeva all'uso smodato di farmaci attraverso alcune piccole fattucchierie (giocando per esempio sulla vivacità dei bambini, la modifica delle soglie diagnostiche di alcune malattie), flirtava con alcune case farmaceutiche USA per l'acquisto dei famosi vaccini contro l'aviaria.


Ed il gioco è fatto!
L'Italia, accodata ancora una volta all'amico di sempre Mr. Bush, acquista da un'azienda in cui la partecipazione del Presidente americano è appena al 60%, vaccini contro l'aviaria per un valore pari a 35 milioni di euro (67 miliardi 769 milioni 450mila delle vecchie lire).


Da allora di aviaria non se ne sente più parlare eppure siamo in primavera, siamo nella stagione di maggior pericolo, siamo nel tempo in cui le specie migratorie tornano nel nostro paese…ma di aviaria…nulla!


E' quindi il vaccino che funziona benissimo! E' il vaccino che ha fatto calmare sti uccellacci che, senza il permesso dell'allora Governo Italiano guidato dal Re Nudo e senza il permesso del Padrone del Mondo si sono permessi di "inventarsi" una malattia tanto potente quanto inesistente.


O meglio. Una malattia che al mondo ha fatto sicuramente meno vittime delle guerre e della fame se consideriamo che quest'ultima uccide ogni giorno 30.000 bambini.


Ma la fame non è business, il farmaco si!


Anche il  Governo USA ha acquistato il vaccino (indovinate un po' da quale società?) per un valore di oltre 100 milioni di dollari ma c'è un dato sconcertante e che ci dovrebbe far riflettere.


In Italia, nonostante i nostri sforzi di ricerca, il vaccino è stato utilizzato dallo 0,03% (avete capito bene lo zeo, zero tre per cento) della popolazione mentre negli States dall'1,75% della popolazione.


Insomma, ancora una volta, l'Italia e gli USA, si travestono da buoni padri di famiglia per fregare nuovamente i contribuenti giocando sulla salute di ciascuno di noi.

IL BUSINESS DELL’AVIARIAultima modifica: 2006-05-01T09:09:40+02:00da kayanga
Reposta per primo quest’articolo

2 pensieri su “IL BUSINESS DELL’AVIARIA

Lascia un commento